La casetta natia
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Il meticoloso ed ultimo restauro risale gli anni’80 quando si mise mano alla ristrutturazione del complesso agricolo per trasformarlo nell’attuale “Centro di accoglienza”. Si volle conservare il più possibile le tracce lasciate, se non dalla famiglia Savio, per lo meno dalla cultura contadina dell’800. Il restauro delle due facciate ha evidenziato interessanti testimonianze dei precedenti adattamenti della casa
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Oggi, nell’interno sono aperti ai visitatori la cappellina ricavata dall’antico locale della cucina, un piccolo museo che riproduce una bottega di fabbro qual era il padre di Domenico, la stanza dove nacque Domenico Savio con gli originali pavimenti in mattone e la stanzetta dei bambini.
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Vi si possono leggere documenti e testi che si riferiscono al giovane santo e alla sua famiglia, oggetti dell’epoca, ricordi e testimonianze.
La culla (dell’epoca) è abbellita da decine di fiocchi posati da giovani genitori in ringraziamento a Domenico Savio conosciuto anche come particolare “protettore” delle mamme in attesa.
Last modified 08-03-2005 07:54 PM




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